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Formazione

Certificazione delle competenze: come funziona in Italia

La certificazione delle competenze non è un voto, né una pagella, né una classifica di merito. Le Indicazioni nazionali per il curricolo (DM n.

Che cosa certifica davvero la scuola

La certificazione delle competenze non è un voto, né una pagella, né una classifica di merito. Le Indicazioni nazionali per il curricolo (DM n. 564/2012), nel paragrafo dedicato, le riconoscono «una funzione formativa e non classificatoria o meramente misurativa»: accompagna e sostiene la crescita dell'alunno, non la misura su un'unica scala. Il termine «traguardi per lo sviluppo delle competenze» sottolinea la dimensione processuale della competenza: non livelli immodificabili né «asticelle» da superare, ma la direzione di un percorso.

Il riferimento normativo di partenza è l'art. 10, comma 3, del DPR 275/1999 (Regolamento per l'autonomia delle istituzioni scolastiche): il Ministero adotta «i nuovi modelli per le certificazioni, le quali indicano le conoscenze, le competenze, le capacità acquisite dagli alunni». Oggetto della certificazione è dunque un insieme di saperi e saper fare in contesto, documentato dalla scuola, non una graduatoria di rendimento.

In concreto, la scheda risponde a una domanda diversa da quella del voto: che cosa sa fare l'alunno, mobilitando conoscenze e abilità, in una situazione data? È la differenza da tenere presente quando famiglie e studenti leggono il documento, perché cambia il tipo di informazione che se ne ricava.

Quando e per chi è prevista

I momenti previsti dalla norma sono tre: al termine della scuola primaria, al termine del primo ciclo e al termine del biennio iniziale della scuola secondaria superiore, dopo aver assolto l'obbligo di istruzione. La previsione è nell'art. 8 del DPR n. 122/2009, attuativo della legge n. 169/2008. Prima di quella data, come ricostruisce la scheda storica del modello, non esisteva un modello nazionale di riferimento, anche se l'istanza della certificazione era già contemplata dal DPR 275/1999 e poi ripresa dalla legge 53/2003.

Per scuola primaria e secondaria di primo grado il tema è stato affrontato in modo organico con le Indicazioni nazionali (DM n. 564/2012), che per ogni disciplina esplicitano i traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine del quinto anno della primaria e della secondaria di primo grado: su quei traguardi si costruisce la certificazione di fine ciclo.

La certificazione scolastica va distinta da altre forme di attestazione che lo studente può incontrare fuori dalla scuola (per esempio nel sistema regionale o nel mondo del lavoro): sono documenti diversi per finalità, autorità che li rilascia e uso. Sapere a quale dei due binari appartiene un attestato è il primo passo per non sovrapporre significati.

Momenti previsti per la certificazione delle competenze

  • Al termine della scuola primariaFine del primo ciclo dell’obbligo scolastico
  • Al termine del primo ciclo (secondaria di primo grado)Fine del biennio della scuola secondaria superiore
  • Al termine del biennio iniziale della scuola secondaria superiorePost-obbligo, prima dell’accesso al triennio

Il modello nazionale e i livelli

Il primo modello nazionale di certificazione delle competenze è stato approvato dal Miur con il D.M. 22 gennaio 2010, n. 9, per certificare le competenze maturate al termine dell'obbligo decennale di istruzione di cui al D.M. 139/2007. Individua quattro livelli: non raggiunto, base, intermedio, avanzato.

Un passaggio successivo e specifico per il primo ciclo sono le «Linee guida per la certificazione delle competenze», trasmesse dal Ministero con il D.M. 742/2017 e pubblicate dal MIM nel gennaio 2018, con la finalità dichiarata di orientare le scuole nella redazione dei propri modelli di certificazione.

Il quadro più recente è fissato dal decreto ministeriale 30 gennaio 2024, n. 14, con cui i modelli vigenti sono stati raccordati tra loro e hanno assunto tutti come base comune di riferimento le competenze chiave europee. In sintesi, il disegno attuale: una scala di livelli e un ancoraggio esplicito alle competenze chiave europee come linguaggio condiviso tra i diversi gradi di scuola.

Livelli della certificazione delle competenze secondo il DM 30 gennaio 2024, n. 14

  1. Non raggiuntoL'alunno non ha dimostrato le competenze fondamentali previste per il livello di riferimento.
  2. BaseL'alunno possiede conoscenze e abilità essenziali per proseguire nel percorso formativo.
  3. IntermedioL'alunno dimostra capacità di applicare conoscenze in contesti diversi con autonomia crescente.
  4. AvanzatoL'alunno mostra padronanza significativa delle competenze chiave europee, con capacità di innovazione e riflessione critica.

Sviluppo normativo della certificazione delle competenze in Italia

  • DPR 275/1999Introduce l'autonomia scolastica e prevede modelli di certificazione delle competenze.
  • DM 564/2012Indicazioni nazionali per il curricolo: definisce i traguardi per lo sviluppo delle competenze.
  • DM 9/2010Primo modello nazionale di certificazione con quattro livelli (non raggiunto, base, intermedio, avanzato).
  • DM 742/2017Linee guida per la certificazione nelle scuole del primo ciclo.
  • DM 14/2024Raccordo tra i modelli esistenti; ancoraggio alle competenze chiave europee.

Chi la compila e come si arriva alla certificazione

La certificazione è predisposta dalla scuola, che opera con i propri consigli di classe seguendo le linee guida ministeriali; il regolamento sull'autonomia (DPR 275/1999) è il quadro in cui questo compito si colloca. Il punto centrale è il metodo: come sottolinea la circolare ministeriale richiamata dagli approfondimenti di settore, la certificazione è il risultato di un'osservazione costante nel tempo, non l'esito di una prova finale né un adempimento compilato a fine anno.

Conseguenza pratica per chi insegna e per chi studia: gli elementi che alimentano il giudizio si raccolgono durante l'anno, in situazioni e con strumenti diversi (compiti significativi, attività di laboratorio, lavori di gruppo, percorsi interdisciplinari), e non si ricostruiscono all'ultimo momento. Una certificazione costruita così è anche più utile in fase di orientamento, perché descrive comportamenti ricorrenti e non episodi isolati.

Il ruolo delle linee guida ministeriali è proprio questo: rendere omogeneo tra scuole il modo di compilare il modello, evitando che lo stesso livello venga assegnato sulla base di criteri impliciti e diversi da istituto a istituto.

Procedura di compilazione della certificazione delle competenze

  1. Osservazione costante durante l'annoMonitoraggio delle performance in contesti reali (compiti, laboratori, lavori di gruppo).
  2. Raccolta di evidenzeDocumentazione di attività significative e percorsi interdisciplinari.
  3. Valutazione collettivaConsiglio di classe analizza le evidenze e assegna i livelli secondo le linee guida.
  4. Redazione della schedaElaborazione del documento finale con indicazione dei traguardi raggiunti.
  5. Confronto con le Indicazioni nazionaliVerifica che i livelli corrispondano ai traguardi disciplinari previsti.

Certificazione scolastica e Sistema Nazionale: due binari da non confondere

Accanto alla certificazione rilasciata dalla scuola esiste il Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze, istituito dal d.lgs. 13/2013. Come chiarisce la scheda dedicata dell'INAPP, i soggetti che vi operano agiscono «in modo autonomo secondo il principio di sussidiarietà verticale e orizzontale e nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche». Il principio di sussidiarietà, verticale e orizzontale, è la chiave del rapporto tra scuola e sistema nazionale: la scuola non è un ingranaggio subordinato, ma un soggetto che mantiene la propria autonomia.

In pratica, la scheda di certificazione del primo ciclo e del biennio non è la stessa cosa di una certificazione di competenze acquisite in contesti non formali o informali, né di un'attestazione rilasciata da un ente accreditato: cambiano il soggetto che certifica, il riferimento utilizzato e le conseguenze del documento. Confondere i due piani porta a errori concreti, per esempio credere che una certificazione scolastica sostituisca una qualificazione richiesta altrove, o viceversa.

Per orientarsi è utile chiedersi sempre tre cose: chi ha rilasciato il documento, a quale repertorio o modello fa riferimento e a che cosa serve quello specifico attestato (proseguimento degli studi, orientamento, accesso a percorsi successivi).

Certificazione scolastica vs Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze

Soggetto che certifica
Scuola (consiglio di classe)
Riferimento normativo
Indicazioni nazionali e linee guida ministeriali
Contesto di riferimento
Formale (scolastico)
Finalità principale
Orientamento e accompagnamento formativo
Soggetto che certifica
Enti accreditati o organismi del sistema nazionale
Riferimento normativo
D.lgs. 13/2013 e INAPP
Contesto di riferimento
Non formale o informale (lavoro, formazione professionale)
Finalità principale
Accesso al mercato del lavoro, qualifiche professionali, mobilità

Come leggerla: traguardi, orientamento e continuità

Per una famiglia, la scheda va letta come una fotografia dei traguardi raggiunti in un percorso, non come un verdetto. Il modo più utile è confrontarla con i traguardi per lo sviluppo delle competenze indicati per le singole discipline dalle Indicazioni nazionali: è lì che si capisce che cosa sta dietro un livello, invece di fermarsi all'etichetta.

Va detto anche che cosa la certificazione non è e non garantisce: non è una graduatoria tra studenti, non stabilisce automaticamente l'accesso a un percorso successivo e non sostituisce le decisioni di ammissione o di orientamento, che seguono regole proprie. È invece uno strumento formativo e orientativo: serve a far emergere punti di forza e aree da consolidare e a rendere continuo il passaggio tra primaria, primo ciclo e biennio della secondaria superiore.

In un colloquio con la scuola è quindi più produttivo chiedere in quali situazioni e con quali attività è stato osservato un certo livello, e che cosa si può fare nel periodo successivo per consolidarlo, piuttosto che confrontare i livelli con quelli di altri alunni. La funzione della certificazione, come definita dalle Indicazioni nazionali, è assecondare e accompagnare l'alunno nel suo percorso di crescita formativa e culturale: ogni altra lettura le è estranea.

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