Welfare Aziendale

Premi di risultato: imposta sostitutiva e criteri

Al premio di risultato può applicarsi l'imposta sostitutiva del 10% al posto dell'IRPEF ordinaria.

Premi di risultato e imposta sostitutiva: la risposta in breve

Al premio di risultato può applicarsi l'imposta sostitutiva del 10% al posto dell'IRPEF ordinaria. Ne hanno diritto i lavoratori dipendenti del settore privato, a condizione che il premio sia legato a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione.

Che cosa si intende per premio di risultato

Il premio di produzione è il compenso riconosciuto ai dipendenti al raggiungimento di obiettivi prefissati: un incentivo economico legato alla produttività, all'efficienza o alla qualità del lavoro. Può nascere da contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), accordi sindacali o contratti di secondo livello aziendali o territoriali, e può essere erogato ogni anno, ogni semestre o ogni mese secondo le politiche aziendali. Spetta ai dipendenti a tempo determinato e indeterminato.

Il meccanismo si definisce prima dell'erogazione: di norma gli obiettivi si fissano a inizio anno o a intervalli regolari; l'azienda stabilisce i parametri di valutazione e le modalità di calcolo del premio. A fine periodo il datore verifica i risultati e, se gli obiettivi sono raggiunti, paga il premio agli aventi diritto. I parametri possono essere, per esempio, aumento del fatturato, riduzione degli scarti di produzione, miglioramento dei tempi di consegna o crescita della soddisfazione del cliente.

Chi può accedere all'imposta sostitutiva

L'agevolazione spetta solo ai lavoratori dipendenti di aziende private: esclusi i dipendenti pubblici e i collaboratori autonomi.

I criteri che fanno scattare l'imposta sostitutiva

Il criterio sostanziale è il nesso tra premio e incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione. Non è un bonus casuale, ma un incentivo variabile legato a risultati misurabili e concordati tra impresa e lavoratori, di norma con accordi sindacali o contrattuali.

Vanno poi distinti due piani. I criteri di spettanza dicono chi ha diritto al premio e a quali condizioni. I criteri di calcolo riguardano i parametri di valutazione e come si determina l'importo spettante in caso di esito positivo; l'azienda deve definirli prima del periodo di misurazione.

Aliquote e annualità: dal 10% al 5%

Il confronto è tra IRPEF ordinaria, che può arrivare fino al 43%, e imposta sostitutiva del 10%: con questa il dipendente paga solo il 10% sul premio, senza IRPEF, addizionali o altre trattenute. L'imposta sostitutiva non si somma all'IRPEF progressiva: la sostituisce sul premio agevolabile.

Per il solo anno 2025 l'aliquota scende al 5%. La scheda pratica Ipsoa segnala che la legge di Bilancio 2026 riduce al 5% l'imposta sostitutiva sui premi di produttività per i premi e le somme erogate nel solo anno 2025; la guida Randstad sul premio di produzione richiama l'aliquota del 5% per il lavoratore con i requisiti della tassazione agevolata.

Tassazione del premio di risultato: IRPEF ordinaria vs imposta sostitutiva

  • Imposta sostitutiva (2025) — 5%

Calcolo del netto: dal lordo all'imposta sostitutiva

Il calcolo richiede tre passaggi: individuare l'imponibile agevolato, cioè la quota di premio nel regime sostitutivo; applicare l'aliquota (10%, o 5% se per l'anno di erogazione vale quella ridotta); ottenere il netto sottraendo l'imposta dal premio agevolabile.

Esempio: premio lordo agevolabile di 1.200 euro. Con l'imposta sostitutiva del 10%, l'imposta è 120 euro e il netto 1.080 euro. Con l'aliquota ridotta del 5%, l'imposta scende a 60 euro e il netto sale a 1.140 euro. La differenza è di 60 euro su 1.200 euro lordi: effetto della sola aliquota applicata.

Passaggi per il calcolo del netto dal premio di risultato

  1. 1. Identificare l'imponibile agevolatoImporto del premio soggetto all'imposta sostitutiva
  2. 3. Ottenere il nettoLordo meno imposta sostitutiva

Premio in busta paga o conversione in welfare

Se la contrattazione collettiva o altri accordi specifici lo prevedono, il lavoratore può scegliere come ricevere il premio: in busta paga oppure convertendolo, di solito in prestazioni di welfare aziendale. La scelta va fatta nei termini e con le modalità dell'accordo, perché incide sul trattamento fiscale dell'importo.

Sulla quota convertita in welfare, attenzione alle eccedenze: la parte che supera il valore del benefit resta soggetta a imposta sostitutiva o a tassazione ordinaria, a scelta, come chiarito dalla circolare n. 5 del 29 marzo 2018 dell'Agenzia delle Entrate.

Novità 2026: non confondere premi di risultato, aumenti contrattuali e maggiorazioni

La circolare n. 2 del 24 febbraio 2026 dell'Agenzia delle Entrate offre le prime indicazioni operative sulle novità della legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) per la tassazione degli incrementi retributivi da rinnovi contrattuali e delle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale o per turni. Sono misure diverse dai premi di risultato, con requisiti propri che non coincidono con quelli dell'imposta sostitutiva sui premi.

Il comma 7 della legge di Bilancio 2026 stabilisce che gli incrementi retributivi corrisposti nel 2026 in attuazione dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali sottoscritti nel triennio 2024-2026 siano soggetti a un'imposta sostitutiva dell'IRPEF del 5%. Il beneficio spetta solo ai lavoratori dipendenti del settore privato che nel 2025 avevano un reddito di lavoro dipendente non superiore a 33mila euro. La circolare chiarisce anche l'aliquota agevolata per le maggiorazioni e indennità pagate nel 2026 per lavoro notturno, festivo e turni.

Checklist operativa per datore di lavoro e dipendente

Prima di applicare l'imposta sostitutiva, controllare: la fonte del premio, se previsto da contratto collettivo o accordo di secondo livello aziendale o territoriale; che obiettivi e parametri di calcolo siano definiti in anticipo e misurabili; la scelta tra busta paga e conversione in welfare, quantificando l'eventuale quota che supera il valore del benefit.

Checklist operativa per datore di lavoro e dipendente

  • Fonte del premioContratto collettivo o accordo di secondo livello
  • Obiettivi definiti in anticipoMisurabili e concordati
  • Scelta tra busta paga e welfareConfermata nei termini dell'accordo
  • Controllo eccedenza in welfareParte superiore al valore del benefit tassabile

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